Alberto

Alberto Soncini, born in 1920, the marvel of a life “despite all”, the energy of enjoying life “despite all”.

“Despite all” for Alberto meant many of the most terrible things that a human being can experience during his lifetime: his lost his eye during WWII, his came back to school after war ended to earn a diploma, he was married to a woman who spent most of her life closed in her house, fearing everything was outside. His lost his loved nephew from day to night, too.

But “despite all” he is still (in 2019) a smiling man, walking to the market and to take a coffee at the local “caffè” all by himself, assisted by his blue metal walker. He lives by himself, his daughter living in the next door apartment.

These images were taken during a hot summer day in 2017 – he said his daughter was complaining about choosing to wear a white undershoot for the photoshooting “It is too hot today, I hate heat, and I think you would not mind to take a photo of my arm muscles” said Alberto smiling showing me the huge scar on his left shoulder.

“This happened when the grenade hit my ship during war time. I was lucky, I only lost an eye and a little bit of muscles on this shoulder… After that episode I spent some months at the hospital, and I could not join the army anymore. I was very lucky”

Alberto Soncini, classe 1920, è uno di quei personaggi del mio paese che mi ha sempre affascinata. Uno di quelli per i quali la vita è meravigliosa “nonostante tutto” e deve essere vissuta con gioia “nonostante tutto”.

E nel suo caso, il “nonostante tutto” è una somma di disgrazie che avrebbero buttato a terra chiunque. Ma non lui: perse un occhio durante la seconda Guerra Mondiale, tornò a scuola dopo la fine del conflitto per guadagnarsi un diploma ed un lavoro. Sposato ad una donna che non lasciò mai casa per lunghissimi anni per paura di quello che c’era all’esterno. Infine, la morte del giovane nipote.

Ma “nonostante tutto” Alberto è ancora – nel 2019- un uomo sorridente, che va al mercato e a prendere il caffè con il suo deambulatore di metallo blu. Vive da solo, nell’appartamento di fianco a quello della figlia.

Queste immagini furono scattate nell’agosto 2017, durante un afoso pomeriggio, e quando lo incontrai mi raccontò che la figlia “ha brontolato perché indosso questa canottiera, ma oggi fa troppo caldo, e io odio il caldo. Penso che non ti dispiacerà fare una foto alle mie braccia muscolose, no?”. E ridendo mi mostrò la lunga cicatrice sulla spalla sinistra.

“Questo accadde quando una granata colpì la barca sulla quale ero imbarcato. Sono stato molto fortunato, persi solo un occhio e un pò di muscolo…Dopodiché rimasi in ospedale per parecchi mesi e poi fui congedato dall’esercito. Fui molto molto fortunato..”